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LA VERITÀ · 27/01/2025
Psicofarmaci: troppo, troppo poco, male
Un servizio in cui Maddalena Loy raccoglie, dentro un'inchiesta più ampia sul consumo di psicofarmaci in Italia, le posizioni di tre specialisti: Claudio Mencacci, Emilio Mordini e Paolo Girardi. Qui sotto la parte che riguarda Emilio Mordini, nel suo contesto.
Servizio di Maddalena Loy · La Verità, pp. 14-15 · 27/01/2025
Su una cosa gli specialisti che si occupano di disturbi mentali sono d'accordo: con l'aumento delle diagnosi è aumentato anche il fai da te. Claudio Mencacci, presidente della Società italiana di neuropsicofarmacologia e già presidente della Società italiana di psichiatria, quantifica il fenomeno in un buon 35%.
«Gli psicofarmaci sono usati da pazienti e medici troppo e troppo poco: soprattutto sono usati male», osserva Emilio Mordini, medico e psicoanalista. «Sono usati troppo per gestire situazioni che riguardano il senso della vita e non sono risolvibili chimicamente. I medici non comprendono più gli aspetti umani della malattia. Dal canto loro i pazienti, abituati a pensare che conti solo "funzionare bene", chiedono unicamente di tornare "come prima", senza capire che, se si sono ammalati, è proprio perché erano "come prima"».
«Gli psicofarmaci però», nota Mordini, «sono anche usati troppo poco. I medici cercano di non prescrivere i farmaci più potenti per evitare qualsiasi grana medico-legale. Persino gli psichiatri prescrivono raramente un farmaco fondamentale nei disturbi deliranti, la clozapina, perché temono possibili effetti collaterali».
Mencacci conferma: «La clozapina è, insieme con il litio, uno dei due capisaldi dei trattamenti dei disturbi mentali severi. È considerato un salvavita ma viene prescritto con grande difficoltà perché ci vuole una mano esperta per saperlo gestire».
«Oltre che troppo e troppo poco, gli psicofarmaci sono usati anche male», continua Mordini, «perché si pensa guariscano. Invece non agiscono sulle cause ma solo — checché ne dicano le case farmaceutiche — sui sintomi. Assumere uno psicofarmaco è come prendere una medicina contro la tosse quando si ha una bronchite o una polmonite: è utile ma per curare la malattia è necessario ben altro. Agli psicofarmaci si dovrebbe sempre associare una cura psicologica, che può persino aumentarne l'efficacia. Oggi si tende a semplificare tutto: voler ignorare, però, la complessità dell'animo umano produce spesso disastri e quasi mai conduce alla guarigione».
Concorda Paolo Girardi, professore ordinario di psichiatria all'Università La Sapienza di Roma e fondatore del Centro Lucio Bini per lo studio e la terapia della depressione: «Spesso c'è troppo ritardo fra l'inizio del disturbo e la terapia. In alcuni casi non ci sarebbe nemmeno bisogno di farmaci, basterebbe una buona psicoterapia».
Il servizio accompagna l'inchiesta di Stella Contoni «Ansia, panico, insonnia. Italiani sull'orlo di una crisi di nervi» e l'articolo di Valerio Benedetti «Dai virus al clima, i giovani tremano per tutto».


Le pagine originali de La Verità, 27/01/2025. Un clic sull'immagine la ingrandisce.