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EMILIO MORDINI

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Pubblicazioni

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Questa pagina raccoglie gli scritti scientifici che ho pubblicato dal 2019 a oggi, cioè da quando ho aperto il mio studio psicoanalitico a San Vito al Tagliamento: articoli di rivista, capitoli di volume e voci di enciclopedia, in italiano e in inglese. Il lavoro degli anni precedenti, fra clinica, ricerca e progetti europei, è documentato nel curriculum completo, raggiungibile dalla nota biografica.

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Gli argomenti sembrano lontani gli uni dagli altri: il riconoscimento biometrico, la privacy, l'intelligenza artificiale, la suggestione, la dipendenza, la paternità, la salute mentale di chi lavora. Girano però tutti attorno a una domanda sola, che è poi la domanda della psicoanalisi da quando esiste: come si riconosce un uomo, e che cosa ne resta quando lo si riduce a un dato, a un profilo, a una diagnosi. È la stessa domanda che ritrovo ogni giorno nello studio, nell'incontro con i miei pazienti, ciascuno con la singolarità irripetibile della propria storia.

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Di ogni scritto la pagina riporta titolo, anno, sede editoriale e due righe di sintesi. Il testo integrale, quando è disponibile, si scarica in PDF. Il titolo apre la scheda completa, con l'abstract e il modo di citare il testo.

2026. Open Peer Commentary su Lammers e Bassil (2026), AJOB Neuroscience, in corso di stampa

Un'indagine sui chatbot per il sostegno psicologico registra che pazienti, utenti e professionisti mettono la perdita di autonomia all'ultimo posto fra le loro preoccupazioni. Il commento legge quel dato come una misura esatta: la suggestione restringe in silenzio il campo delle alternative e lascia intatta la sensazione di avere scelto, e proprio per questo chi la subisce la ignora. Di qui la proposta di sorvegliare, nelle macchine, l'omissione prima ancora dell'errore.

2026. In Ruth Chadwick (a cura di), Encyclopedia of Applied Ethics, terza edizione, Elsevier. Versione in linea; edizione a stampa 2027

La suggestione non è un'anomalia della mente ma il modo ordinario in cui gli uomini si influenzano gli uni con gli altri. La voce ne segue il confine con la persuasione e con la manipolazione e mostra che il giudizio morale non dipende dall'influenza in sé, ma da quante alternative essa lascia aperte a chi la riceve.

2026. Con J.L. Wayman. IET Biometrics, 2026 (1), 3937059

Identificare non è riconoscere, e confondere le due cose è all'origine di gran parte delle paure sulla biometria. L'articolo le separa passando per Abramo e per Odisseo, e conclude che assegnare un'etichetta a un corpo non tocca l'identità personale, che è cosa di altro ordine.

2025. In S. Jajodia, P. Samarati, M. Yung (a cura di), Encyclopedia of Cryptography, Security and Privacy, Cham, Springer, pp. 826-830

Voce di enciclopedia. Dalla biometria di Francis Galton, che la inventò come strumento di eugenetica, al riconoscimento automatico di oggi, con le questioni morali che ogni passaggio si è portato dietro.

2025. In A. Neri (a cura di), Antropologia della famiglia e del lavoro. Dalla ricerca dell'equilibrio alla scoperta della complementarità, Roma, Edusc, pp. 55-71

Che cosa si intenda per salute mentale, che cosa si intenda per armonia fra famiglia e lavoro, e in che rapporto stiano le due cose. Un tentativo di pensiero cristiano e non confessionale su un tema che di solito si affronta a colpi di ricette.

2024. Prometheus: Critical Studies in Innovation, 40 (1), pp. 47-54

Saggio di discussione su Algorithmic Intimacy di Anthony Elliott, letto attraverso tre parole che il libro sfiora senza fermarcisi: magia, rappresentazione, vergogna. Sono le tre porte da cui la tecnologia entra nelle relazioni intime.

2023. IET Biometrics, 12 (4), pp. 183-193

La privacy non sta in ciò che si nasconde ma nel poterlo fare: conta l'esistenza di uno spazio riservato, non il suo contenuto. Di qui la tesi, che proteggere la privacy biometrica significa proteggere il corpo dall'umiliazione, e non i dati dalla diffusione.

2021. AAPP Bulletin (Association for the Advancement of Philosophy and Psychiatry), 27 (2), pp. 10-14

L'addictus romano non era uno schiavo qualunque, ma un cittadino libero caduto in servitù per un debito non pagato. Letta da lì, la dipendenza non toglie autonomia: toglie la maschera sociale, cioè la persona, e lascia un uomo ridotto a un solo personaggio.

2020. In H. Schaffers, M. Vartiainen, J. Bus (a cura di), Digital Innovation and the Future of Work, River Publishers, pp. 63-87

Le macchine possono replicare l'intuizione umana, non duplicarla. L'argomento parte dalla definizione diaforica del dato e arriva a ridimensionare la paura, oggi molto diffusa, di essere superati da un'intelligenza che non è dello stesso genere della nostra.

2019. In A.G. Alonso, G.A. Martinez (a cura di), L'autorità genitoriale: limite o diritto dei figli, Roma, EDSC-Giuffrè, pp. 151-183

I padri rispondono alla perdita del proprio ruolo in due modi, che ho chiamato con Primo Levi i sommersi e i salvati: chi si identifica con la madre e chi accetta di sparire. A ciascuno dei due corrisponde un profilo clinico riconoscibile.

Chi volesse sapere qualcosa di più di me trova la nota biografica in una pagina a parte. Alcuni dei miei libri sono disponibili anche su Amazon, nella mia pagina autore.

Sugli stessi argomenti, in forma più breve e non accademica, si possono leggere gli articoli del mio blog, raccolti in queste quattro categorie principali:

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→ Psicoanalisi e psicoterapia

→ Psicoanalisi della vita quotidiana

→ Psicoanalisi ed epidemie

→ Psicoanalisi e rivoluzione digitale

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